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| Seedorf, siete tornati a essere i favoriti per lo scudetto? «No, l’Inter rimane la squadra da battere. È la squadra campione in carica, ha la rosa più importante: la quantità e la qualità che ha in tutti reparti è pazzesca. Non voglio dire che noi siamo inferiori, però loro hanno sei, sette scelte di grande livello per ogni reparto».
Inter favorita solo per questo? «C’è anche un discorso di continuità. Noi l’anno scorso abbiamo fatto un brutto torneo. Per questo, il Milan, con umiltà, con fatti e non parole, deve riconquistare la sua posizione in Italia, seguendo quanto fatto in Europa. Perché lì nessuno può discutere la nostra competitività».
Inter e Milan. E la Juve? «Ora tutti sono un gradino sotto l’Inter: starà ai nerazzurri dimostrare anche quest’anno di essere i più forti. La Juve rimane una rivale importante. Prima si è parlato del nostro momento difficile, ora tocca a loro. Ma ne verranno fuori, come sempre. La Juve ha affrontato una grande crisi quando è andata in serie B e molti sono andati via, ma non ha mai perso la sua identità. E’ tornata nella massima serie ed è andata in Champions. Sono molto forti».
C’è una squadra che l’ha sorpresa in questo avvio di stagione? «Parlerei di conferme, non di sorprese. Squadre come Napoli o Genoa sono tornate in A l’anno scorso, hanno trovato convinzione e si stanno confermando. Si dà poco valore alla medio- piccole. Ci sono 10-12 che in casa possono mettere in difficoltà chiunque. Ci vorrebbe più equilibrio nel giudicare, dando maggiori meriti a queste formazioni. Non è che le grandi debbano sempre vincere 4-0».
In nazionale sono arrivati Balotelli in Under 21 e Santacroce in quella maggiore. Si parla della loro pelle. Perché in Italia lo si fa ancora notare? «È una fase di transizione. In Francia, Olanda e Belgio ci sono passati 20 anni fa. Qui si comincia e fra 10 anni non sarà più un discorso interessante». |
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